Le Sagre di Antillo

LE FAMOSE SAGRE DI ANTILLO

Com’è ormai ben noto, le sagre organizzate dal Comune di Antillo già da qualche anno incontrano il favore di migliaia di visitatori che in tali occasioni raggiungono Antillo da ogni parte della Sicilia (e non solo) per gustare ed apprezzare la genuinità dei sapori antichi di questa generosa terra. Le sagre antillesi si svolgono lungo la Via Roma, l’arteria principale del centro abitato, ed ospitano esclusivamente prodotti agricoli, alimentari, gastronomici tipici della tradizione montana dell’alta Valle d’Agrò.
La Sagra del granturco si svolge in due giorni nella prima metà del mese di agosto. Scopo preminente della sagra è quello di diffondere all’esterno del territorio comunale quei prodotti tipici locali ottenuti dal granturco, pianta diffusissima nel territorio antillese: polenta, pane di farina di granturco, pannocchie bollite e alla brace. Altra finalità dell’evento è quella di rivalutare la coltivazione di una pianta che nel passato ha rappresentato una delle componenti più rilevanti nel regime alimentare degli abitanti del luogo.
La Sagra della castagna si svolge l’ultimo fine settimana del mese di ottobre. I visitatori possono gustare deliziose caldarroste annaffiate da buon vino locale, ma particolarmente ricercati sono anche i rinomati cannoli alla crema di castagne ed altre specialità dolciarie a base di questo generoso frutto. L’evento si prefigge come obiettivo prioritario la rivalutazione della castagna, con l’intento di recuperare un prodotto tipico dei boschi montani antillesi che, soprattutto nei secoli scorsi, ha avuto un’importanza elevatissima come fonte primaria di cibo per esseri umani, bestiame e animali selvatici.
La Sagra del maiale e del cinghiale si svolge nel primo fine settimana del mese di dicembre con l’evidente obiettivo di celebrare in modo adeguato tutti quei prodotti tipici locali ottenuti dalle carni di maiale e di cinghiale (salsiccia, salumi, porchetta, lardo, “frittuli”) che esemplarmente caratterizzano il territorio antillese. L’allevamento del maiale ad Antillo, infatti, vanta una tradizione secolare ed era un’attività talmente diffusa nella popolazione locale al punto che vi si teneva un frequentatissimo mercato domenicale dî purcidditta e ddî gnarri, (i cosiddetti lattonzoli). L’estensione della sagra anche ai prodotti derivati dal cinghiale è stata decisa per far conoscere e apprezzare la carne prelibata di un animale sempre più diffuso tra i boschi antillesi dove vive allo stato selvatico e che può essere cacciato nei periodi in cui lo consente il calendario venatorio.

La Valle dei Platani di Antillo

A circa 3 Km dal centro abitato, solcata dalle acque del Torrente Antillo, la Valle dei Platani custodisce, come uno scrigno prezioso, una ricca varietà di vegetazione riparia e di specie animali.

Non molto distante dall’alveo del torrente si trovano il muschio che vegeta sulle rocce umide e sulla corteccia degli alberi, specie erbacee come la capelvenere e la felce, specie arbustive e arboree igrofile come l’oleandro, il salice, il pioppo nero e, naturalmente, il platano orientale. La vegetazione riparia svolge un ruolo ecologico insostituibile: stabilizza le rive, regola la tracimazione dell'acqua dall’alveo del torrente, fornisce materia organica agli organismi acquatici, protegge le rive da una eccessiva illuminazione e fornisce numerosi ripari per la nidificazione di molte specie di uccelli.
Altrettanto varia è la fauna che popola la valle tra cui particolarmente diffusi risultano i granchi; molto numerosi sono anche i rettili, quali ad esempio lucertole, ramarri, bisce d’acqua e gli anfibi tra cui spiccano rane e rospi.
Nel cuore della valle, presso la sorgiva Girattimi, è situata un’area attrezzata per picnic, dotata di gazebo e di apposito spazio per la cottura delle carni alla brace. E’ un luogo ameno e tranquillo dove rilassarsi soprattutto durante le calde giornate estive, godendo del gradevole refrigerio fornito dai maestosi esemplari di platani orientali che qui trovano il loro habitat naturale.

Giardino di Redenzione

Al centro dei colli Peloritani, circondato da monti a modo di anfiteatro, a circa 3,5 Km dal centro abitato di Antillo, il Giardino di Redenzione si inserisce armoniosamente in un’idilliaca e lussureggiante vegetazione, offrendo al visitatore squarci di grande suggestione. Qui i paesaggi incantevoli e la quiete predispongono naturalmente al raccoglimento, alla meditazione e alla distensione.

Il percorso per giungere in questo luogo è un meraviglioso e suggestivo alternarsi di querce, castagni, peri, pini, fichi, ulivi, ginestre e quanto la natura, nella sua generosità, ha voluto predisporre per l’uomo.
Il Giardino di Redenzione è un’importante struttura per attività socio-religiose sorta per iniziativa della locale comunità parrocchiale, guidata dal sacerdote Mastroeni Egidio e realizzata grazie al contributo di moltissimi benefattori.
All’interno del Giardino c’è la “Casa della Provvidenza” con 17 camere che possono accogliere da 24 a 40 persone, con servizi in comune e privati; i locali sono riscaldati con pompe di calore.
In pratica esistono già funzionali ed eleganti strutture dove vengono spesso organizzati, durante tutto l’anno, a cura di parrocchie, associazioni ed enti: ritiri, convegni, seminari di studio, soggiorni climatici e giornate di solidarietà per disabili, malati ed anziani. L’opera, inoltre, grazie agli ampi spazi nel verde di cui dispone (circa tre ettari di superficie), offre ad ospiti e turisti comodi parcheggi all’ombra, un angolo di verde attrezzato per i bambini, un campo di calcetto, appositi spazi per picnic dotati di gazebo, tavoli, sedili, barbecue e forno a legna.
Sono previsti inoltre altri progetti finalizzati alla realizzazione di nuove strutture per rendere l’opera più completa e funzionale alle crescenti esigenze sociali espresse dalla società moderna. In particolare si attende con ansia il completamento del Santuario della Redenzione che sovrasta un’area di circa 650 mq.
Alla distanza di 800 metri, sempre legata al Giardino, nella quiete di un’amena campagna, si trova la casa “Satellite” che può ospitare 3 famiglie o gruppi di scouts.
Grazie alla sua ultratrentennale attività ormai il Giardino di Redenzione è conosciuto in molte parti della Sicilia.

Antillo | Monumento ai Caduti

Il Monumento ai Caduti è un’imponente opera architettonica di impronta classica innalzata dalla comunità antillese quale tangibile segno di riverenza e di gratitudine nei confronti degli eroici Figli di Antillo che si sono immolati per il bene e la gloria della Patria.

L’opera, inaugurata nel 1960, è stata realizzata dalla Civica Amministrazione per soddisfare le istanze dei cittadini che richiedevano insistentemente la realizzazione di una struttura monumentale per onorare dignitosamente la memoria dei Caduti.

Qualche anno più tardi, grazie ad una sottoscrizione popolare, il complesso architettonico fu arricchito di vari cimeli bellici e di una statua in bronzo raffigurante un soldato che incita i compagni all’assalto.

La monumentale architettura si presenta oggi in tutta la sua solenne magnificenza; è infatti strutturata su quattro possenti colonne che, ad intervalli regolari, poggiano su di un basamento, mentre l’architrave sovrastante reca una epigrafe commemorativa in latino che recita così: “Opus Fecerunt Aeternitatis Destinatione” (fecero un’opera con l’intenzione che durasse per sempre).

Chiesa Madre di Antillo

La Chiesa madre di Antillo, posta al centro del nucleo abitato, è stata completamente ricostruita negli anni 1936-1938 sull’area del vecchio edificio sacro e poi aperta al culto il 15 maggio 1938.

La chiesa preesistente, demolita, venne edificata certamente già prima del 1770 con l’obolo dei fedeli; ne fa fede la fusione, nel 1773, della campana grande, ancora efficiente, sulla quale tra le iscrizioni in latino, in libera traduzione si legge: “Siamo sostenuti dalla sua Provvidenza…..fusa con l’obolo degli Antillesi…..1773”.… Nel sottosuolo della vecchia chiesa si trovavano la fossa comune per la sepoltura dei defunti e alcune tombe nobiliari. Nel 1821 venne anche costruita una piccola cripta per la tumulazione dei sacerdoti che è stata riportata alla luce nel 1983, durante i lavori di sostituzione del pavimento dell’attuale Chiesa parrocchiale.
Nella Chiesa madre, a testimonianza della grande religiosità e devozione del popolo antillese, posta sull’altare maggiore, si venera la statua della Madonna della Provvidenza: la sacra immagine in cartapesta della Patrona di Antillo risale al 1845. I solenni festeggiamenti in suo onore si celebrano il 22 agosto di ogni anno per rescritto pontificio del Papa Clemente XIV del 12 luglio 1771.
Altre preziose effigie non mancano di ornare il Luogo Sacro. Il Crocifisso ligneo, a misura naturale, collocato di fianco al fonte battesimale, è anteriore al 1854. Il simulacro di S. Antonio da Padova in cartapesta risale al 1861 e sin da quella data viene festeggiato il 21 agosto di ogni anno. Vengono custoditi anche vari arredi e paramenti sacri di un certo valore artistico e storico.
La Chiesa madre è provvista inoltre di un organo a canne meccanico del Polizzi risalente al 1907, oggi elettrificato. Nell’archivio parrocchiale sono conservati i registri a partire, pressappoco, dal 1800. Sul campanile, infine, già dal 1910 fu installata la parte meccanica del pubblico orologio.