Antillo | Territorio & Ambiente

 

Posto sul versante jonico dei monti Peloritani, nell’alta vallata del fiume Agrò, il Comune di Antillo presenta un suolo prevalentemente collinare e montuoso, ora aspro e desertico, ora rigoglioso e verdissimo, con un’altitudine media di oltre 700 metri s.l.m. Il territorio comunale si caratterizza, sotto il profilo ambientale-naturalistico, per essere interamente classificato come “montano” e coincidente, per circa il 90%, con il S.I.C. ITA030019, sito di importanza comunitaria denominato “Tratto montano del bacino della fiumara d’Agrò”. Le cime più elevate, tutte oltre i mille metri, sono la Montagna Grande (m. 1374), il Pizzo Vernà (m. 1286), il Pizzo Cute (m. 1065) e il Monte Paiano (m. 1040), ricchissime di ambienti boschivi di particolare pregio e di scenari cromatici di suggestiva bellezza dove l’Azienda Forestale ha realizzato numerose aree attrezzate, luoghi ameni e tranquilli ove rilassarsi anche nelle calde giornate estive.
Dal punto di vista idrografico, l’agro di Antillo è solcato da numerosi corsi d’acqua, ma certamente il più consistente per portata idrica è il fiume Agrò che ha come suoi principali affluenti i torrenti Antillo-Buccolio, Girasia e Sverna-Mitto. Il corso del fiume Agrò, dalla sorgente fino alle gole Ranciara, cioè laddove la differenza altimetrica tra i fondovalle e i crinali montuosi si manifesta in spazi alquanto ridotti determinando forti pendenze, si caratterizza, soprattutto durante le stagioni piovose, per il fluire violento e tumultuoso, trasformandosi poi, in prossimità della foce, tra i centri di Sant’Alessio Siculo e Santa Teresa di Riva, in una larga e lenta fiumara.
Il paesaggio botanico del territorio antillese custodisce numerose specie vegetali e varia notevolmente in funzione dell’altimetria. Le pendici collinari accolgono vasti terrazzamenti dove è fiorente la coltivazione dell’olivo, della vite, del nocciolo e di varie piante da frutto (peri, meli, ciliegi); più sporadici sono invece gli alberi di noci, fichi e mandorli. Molto intensa era in passato anche la coltivazione del gelso usato per l’allevamento del baco da seta. Le zone montuose interne ospitano invece un arredo botanico caratterizzato da un’estesa copertura di macchia mediterranea associata a boschi di castagni, pini, querce virgiliane e altre specie quercine. Il sottobosco è particolarmente ricco di pregiate varietà di funghi tra cui spiccano i porcini. Nelle zone più umide, specialmente lungo le sponde dell’Agrò sopravvivono pioppi, olmi, ontani e platani. Tra le specie vegetative spiccano invece le orchidee selvatiche, la peonia, l’erica, la ginestra, il cisto, il rovo, il citiso, l’origano, i finocchi e i garofani selvatici, le felci e l’oleandro.
Tra i boschi antillesi dell’alta Val d’Agrò vive una fauna tipicamente silvana: gatti selvatici, volpi, donnole, lepri, conigli selvatici e cinghiali. Presenti anche animali del sottobosco come il topo selvatico, il riccio e l’istrice (o porcospino). Più rari da avvistare sono il ghiro e la martora. Tra gli uccelli, oltre alle pernici, alle cinciallegre e ad altri uccelli migratori, si annoverano molti rapaci di specie pregiate quali la poiana, il gheppio, lo sparviere, il nibbio e il falco pellegrino. Tra i rapaci notturni sono presenti anche le civette e i gufi.
Valloni e fiumare ospitano una fauna variegata di rettili: le lucertole (la più comune campestre e la siciliana), le rane, i gechi, i ramarri dalla smagliante livrea smeraldina, il nerissimo biacco e la biscia d’acqua.