Chiesa Madre di Antillo

La Chiesa madre di Antillo, posta al centro del nucleo abitato, è stata completamente ricostruita negli anni 1936-1938 sull’area del vecchio edificio sacro e poi aperta al culto il 15 maggio 1938.

La chiesa preesistente, demolita, venne edificata certamente già prima del 1770 con l’obolo dei fedeli; ne fa fede la fusione, nel 1773, della campana grande, ancora efficiente, sulla quale tra le iscrizioni in latino, in libera traduzione si legge: “Siamo sostenuti dalla sua Provvidenza…..fusa con l’obolo degli Antillesi…..1773”.… Nel sottosuolo della vecchia chiesa si trovavano la fossa comune per la sepoltura dei defunti e alcune tombe nobiliari. Nel 1821 venne anche costruita una piccola cripta per la tumulazione dei sacerdoti che è stata riportata alla luce nel 1983, durante i lavori di sostituzione del pavimento dell’attuale Chiesa parrocchiale.
Nella Chiesa madre, a testimonianza della grande religiosità e devozione del popolo antillese, posta sull’altare maggiore, si venera la statua della Madonna della Provvidenza: la sacra immagine in cartapesta della Patrona di Antillo risale al 1845. I solenni festeggiamenti in suo onore si celebrano il 22 agosto di ogni anno per rescritto pontificio del Papa Clemente XIV del 12 luglio 1771.
Altre preziose effigie non mancano di ornare il Luogo Sacro. Il Crocifisso ligneo, a misura naturale, collocato di fianco al fonte battesimale, è anteriore al 1854. Il simulacro di S. Antonio da Padova in cartapesta risale al 1861 e sin da quella data viene festeggiato il 21 agosto di ogni anno. Vengono custoditi anche vari arredi e paramenti sacri di un certo valore artistico e storico.
La Chiesa madre è provvista inoltre di un organo a canne meccanico del Polizzi risalente al 1907, oggi elettrificato. Nell’archivio parrocchiale sono conservati i registri a partire, pressappoco, dal 1800. Sul campanile, infine, già dal 1910 fu installata la parte meccanica del pubblico orologio.